IL MISTERO DELLE ORIGINI DI ROMA

 

La tradizione vuole che l’eroe greco Enea, scampato alla guerra di Troia, approdasse in centro Italia, fondando la città di Lavinio, in onore della moglie Lavinia. Iulio, figlio di Enea, andò poi a fondare un’altra città, Alba Longa. Alla sua morte ci furono altri trenta re fino ad arrivare a Numitore che fu spodestato dal fratello Amulio. Egli constrinse sua nipote Rea Silvia a diventare sacerdotessa cosicchè non potesse procreare figli e quindi futuri pretendenti al trono, ma Rea Silvia diede alla luce due gemelli: Romolo e Remo.

Questi vennero abbondonati nella foresta e  “allevati da una lupa” (la Lupa potrebbe essere stata una sorta di donna dei boschi, chiamata “Lupa” per via del modo “selvaggio” in cui viveva), e crebbero. Quando divennero abbastanza grandi incominciarono ad organizzarsi per riprendersi il loro legittimo trono. In seguito decisero di andare un po’ più a nord per fondare una nuova città, Roma, oggi soprannominata Caput Mundi. Romolo uccise il fratello Remo e divenne il primo re della città appena fondata.

Dopo di lui, vennero altri sei re, ma di questi, solo degli ultimi tre è stata provata l’esistenza storica. Gli altri quattro rimangono ancora una leggenda. Poco tempo fa, gli archeologi hanno trovato sotto la pavimentazione del Foro romano un altare arcaico, e su una pietra compariva la parola “REX”, per cui ciò proverebbe l’esistenza di “RE” nel periodo regio romano, a sostegno delle storie raccontateci nelle fonti. Quindi, i sette re di Roma furono Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo (questi ultimi tre in verità erano etruschi ).

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