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VILLA MANZONI

Nel 1925, i nipoti del celebre scrittore si innamorarono di alcuni ruderi romani siti sulla via Cassia e incaricarono l’architetto Brasini di edificarvi una villa, anche se Brasini aveva fama di “architetto maledetto”.

Questo complesso è composto da tre diversi fabbricati per una superficie di tremila metri quadri (la villa principale, l’ex villino del giardiniere e le ex stalle) e una parco di 90 mila metri quadri.

Chi ha avuto il coraggio di entrare all’interno di Villa Manzoni parla di dipinti pazzeschi e di inquietanti altarini. Inoltre dalla villa e dal parco (ormai composto da una natura selvaggia e intricata) provengono urla e rumori di catene, poco adatti ad invitare a visite di piacere.

Acquistata negli anni ’90 da un’associazione americana (di cui fa parte l’ex presidente americano Bush senior) è stata lasciata abbandonata perché, pare, durante i sopralluoghi sono avvenuti fenomeni che hanno scoraggiato tale associazione a farne la loro sede.

Attualmente il comune di Roma si è impegnato ad acquisirla e a renderla parco pubblico.

VIA DEL GOVERNO VECCHIO

 

A partire dall’11 maggio 1861 un’abitazione di via del Governo Vecchio fu il palcoscenico di una serie di fenomeni incredibili. Piatti che volavano, materazzi che si alzavano dal letto e volavano per la stanza. 

Il padrone di casa, ormai disperato, chiese aiuto ad un prete che tentò di porre fine a questi fenomeni, ma a quanto pare i “fantasmi” non gradirono la sua presenza ed il  prete si trovò costretto a darsela a gambe.

Cosi come si erano presentati i fenomeni finirono senza una spiegazione valida.

LE LAMPADE ETERNE

Fin dai tempi più antichi, Roma nasconde le cosiddette lampade eterne. Sulla via Appia venne scoperta intorno alla metà del XVI secolo una tomba. In essa venne trovato il corpo di una giovane galleggiante in un liquido sconosciuto,  che era riuscito a mantenerne incorrotto il corpo, tant’è che sembrava stesse dormendo. Ai suoi piedi, una lampada accesa, che si spense a contatto con l’aria, quando la tomba venne aperta. Secondo certe iscrizioni si scoprì che si trattava di Tullia, figlia di Cicerone, morta nel 45 a.C. La si portò in Campidoglio e la gente affluì in massa per vederla. Ma, pensando ad un miracolo, iniziò ad adorarla come una santa. Cosicché il papa Paolo III ebbe l’idea di fare gettare la salma nel Tevere.

Un fatto analogo avvenne a Budapest, nel 1930, quando alcuni operai ritrovarono durante dei lavori il corpo di un’altra giovane donna, perfettamente conservato, immerso in un misterioso liquido blu. E ai suoi piedi, ardeva anche in questo caso una lampada eterna, immersa nell’acqua. In pochi minuti, il liquido evaporò e la lampada si spense. Gli studiosi non riuscirono ad arrivare in tempo e tutto rimase avvolto nel mistero. Due di queste lampade eterne sarebbero state ritrovate in un monastero in Inghilterra intorno alla metà del XVI secolo ed ora sarebbero custodite nel museo di Leida, in Olanda. Un altra lampada simile venne trovata nel 1717 in un tempio sotterraneo dei Rosacroce, in Gran Bretagna. Tali lampade sarebbero state una sorta di pile nucleari in scala ridotta, adatte a funzionare per ca. 5000 anni, ovvero il tempo di disintegrazione del radium. Per altri, si dev’essere trattato di pile al plasma, ma di certo, nulla si sa

IL MISTERO DELLE ORIGINI DI ROMA

 

La tradizione vuole che l’eroe greco Enea, scampato alla guerra di Troia, approdasse in centro Italia, fondando la città di Lavinio, in onore della moglie Lavinia. Iulio, figlio di Enea, andò poi a fondare un’altra città, Alba Longa. Alla sua morte ci furono altri trenta re fino ad arrivare a Numitore che fu spodestato dal fratello Amulio. Egli constrinse sua nipote Rea Silvia a diventare sacerdotessa cosicchè non potesse procreare figli e quindi futuri pretendenti al trono, ma Rea Silvia diede alla luce due gemelli: Romolo e Remo.

Questi vennero abbondonati nella foresta e  “allevati da una lupa” (la Lupa potrebbe essere stata una sorta di donna dei boschi, chiamata “Lupa” per via del modo “selvaggio” in cui viveva), e crebbero. Quando divennero abbastanza grandi incominciarono ad organizzarsi per riprendersi il loro legittimo trono. In seguito decisero di andare un po’ più a nord per fondare una nuova città, Roma, oggi soprannominata Caput Mundi. Romolo uccise il fratello Remo e divenne il primo re della città appena fondata.

Dopo di lui, vennero altri sei re, ma di questi, solo degli ultimi tre è stata provata l’esistenza storica. Gli altri quattro rimangono ancora una leggenda. Poco tempo fa, gli archeologi hanno trovato sotto la pavimentazione del Foro romano un altare arcaico, e su una pietra compariva la parola “REX”, per cui ciò proverebbe l’esistenza di “RE” nel periodo regio romano, a sostegno delle storie raccontateci nelle fonti. Quindi, i sette re di Roma furono Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo (questi ultimi tre in verità erano etruschi ).